Consulenza fiscale

La fiscalità non dovrebbe mai guidare le decisioni.

Dovrebbe sostenerle.

Affianchiamo imprenditori e imprese nella pianificazione fiscale, trasformando gli obblighi normativi in strumenti a supporto della crescita e della tutela del patrimonio.

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Cosa facciamo

Pianificazione
fiscale

Progettiamo strategie fiscali coerenti con gli obiettivi dell’impresa, valutando scenari presenti e futuri.

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Seguiamo operazioni societarie complesse dalla valutazione iniziale alla corretta gestione fiscale e documentale.

Agenda professionale e pianificazione fiscale

Le decisioni in cui
possiamo affiancarti

Domande Frequenti

  • Significa pagare il giusto, nei tempi giusti, sapendo in anticipo quanto. Quando la legge prevede più strade legittime per raggiungere lo stesso risultato economico — la forma giuridica, il modo di remunerare i soci, il momento in cui si effettua un investimento, l'utilizzo di crediti e agevolazioni — sceglierne una consapevolmente è pianificazione. Il confine è netto: le operazioni prive di sostanza economica, costruite al solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale, ricadono nell'abuso del diritto disciplinato dall'articolo 10-bis dello Statuto del contribuente e vengono disconosciute. Il risultato di una buona pianificazione, oltre al minor carico dove è legittimo, è la prevedibilità: si sa in anticipo quanta cassa servirà e quando.

  • Prima di firmare. Una volta sottoscritto il contratto o emessa la fattura, l'operazione è cristallizzata e restano solo margini di gestione. Nella fase di valutazione, invece, si possono ancora scegliere il veicolo con cui acquistare, la modalità di finanziamento, i tempi di consegna e di entrata in funzione del bene, l'eventuale accesso a crediti d'imposta e agevolazioni con i relativi obblighi documentali. Vale per l'acquisto di un immobile o di macchinari, per l'ingresso di un nuovo socio, per l'apertura di una sede all'estero e per l'assunzione di personale qualificato: in tutti questi casi qualche settimana di analisi preventiva incide sul risultato molto più di qualsiasi intervento successivo.

  • No, e proporla come soluzione standard è un errore. La holding ha senso quando esiste un problema che risolve: più società da coordinare, utili da reinvestire invece che distribuire ai soci persone fisiche, separazione tra patrimonio immobiliare e rischio d'impresa, ingresso di investitori, passaggio generazionale da preparare. In quei casi offre vantaggi concreti, dalla tassazione ridotta dei dividendi infragruppo al regime di participation exemption sulle cessioni di partecipazioni, fino al consolidato fiscale. Ha però costi permanenti: una società in più da amministrare, contabilità e bilanci aggiuntivi, adempimenti e un assetto che deve essere realmente operativo. Per un'impresa singola con un solo socio e utili che vengono distribuiti, spesso il conto non torna.

  • Cambia per soglie, e ogni soglia porta con sé nuovi obblighi. Si esce dai regimi agevolati e dalla tassazione per trasparenza, si entra nell'IRES e nell'IRAP con la necessità di gestire acconti di importo rilevante; aumentano gli adempimenti da sostituto d'imposta, si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale e, superati i limiti dell'articolo 2477 del Codice civile, diventa obbligatorio l'organo di controllo o la revisione legale. Con l'apertura ai mercati esteri arrivano stabile organizzazione, prezzi di trasferimento e obblighi documentali collegati. Il punto delicato non è il singolo adempimento, ma il fatto che la struttura amministrativa cresca insieme al fatturato: le soglie vanno viste arrivare con un anno di anticipo, non scoperte a superamento avvenuto.

  • Il vantaggio principale è il tempo. Le scelte fiscali hanno quasi tutte una scadenza, e un rapporto continuativo consente di arrivarci preparati: il carico d'imposta viene stimato in corso d'anno e non a dichiarazione compilata, gli acconti si pianificano insieme alla cassa, le opzioni e i regimi si valutano prima del termine per esercitarli. A questo si aggiunge la conoscenza dell'azienda: chi segue marginalità, ciclo finanziario e struttura societaria da tempo dà risposte più rapide e più mirate, e intercetta gli errori nel mese in cui nascono anziché in sede di chiusura. Le richieste di banche, investitori e organi di controllo trovano documentazione già pronta, e il bilancio smette di essere un'emergenza.

  • Conferimenti, fusioni, scissioni, trasformazioni, cessioni d'azienda o di partecipazioni si gestiscono partendo dall'obiettivo economico e non dallo strumento: separare due rami d'attività, far entrare o uscire un socio, preparare una cessione, riorganizzare il gruppo. Definito l'obiettivo, si sceglie l'operazione che lo raggiunge con il minor attrito fiscale tra quelle ammesse, si verificano i requisiti dei regimi di neutralità e il trattamento delle perdite pregresse, si predispongono perizie e valutazioni e si costruisce un calendario che tenga insieme delibere, atti notarili, iscrizioni al Registro delle imprese ed effetti contabili e fiscali. Nei casi con margini di incertezza interpretativa si valuta l'interpello all'Agenzia delle Entrate. Il lavoro decisivo si svolge prima dell'atto: dopo, gli spazi di correzione sono minimi.

Ogni impresa è diversa.
Per questo ogni consulenza inizia da un confronto.

Predisponiamo bilanci e documentazione contabile nel rispetto delle disposizioni vigenti, garantendo affidabilità e trasparenza.

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